domenica 17 maggio 2009

Pali e pali







E' passato molto tempo e io sono ancora al palo. E non è esattaemente di quello della lap dance...

martedì 31 marzo 2009

Inestetismi

Piccola, con le spallucce curve e le gambe tozze. Esibiva la femminiltà di un autotrasportatore turco, la grazia di un orso danzatore, (che gli orsi non me ne abbiano a male)e la delicatezza di un rinoceronte mentre calpesta i rari fili di vegetazione della savana. I capelli avevano l'aspetto di un nido di piccione cadutole in testa, tinto di un colore che virava dal rosa schoking all'arancio carota. Aveva degli occhietti vispi e intelligenti, come ripeteva sempre (ma solo) sua madre, li teneva belli protetti dal mondo circostante indossando un paio di occhialoni che completavano l'opera facevandola apparire per quello che era: una gran sfigatona.
Tracotante come solo un nano può essere per riempire i centimetri di quell'altezza che il buon Dio le aveva donato o la pochezza della genetica che aveva ricevuto in eredità, disse all'infermiera che aveva assistito il paziente:
- "rifamme sto ecciggì, non vedo bbene l'onda Ttì, sapede, sono un'esdeta"... che tradotto in italiano suonava più o meno così: "Rifammi questo elettrocardiogramma, non vedo bene l'onda T, sapete sono un'esteta."
L'infermiera, guardandola dall'altro in basso, fosse anche solo per le rispettive altezze, sibilò tra i denti: - esteta sì... Ma solo per l'onda T.

domenica 8 marzo 2009

Chemical misunderstanding

- Lo fai spesso?- chiese lui.
- Faccio cosa? Spesso quanto?- pensò lei stordita dalla sonnolenza e attanagliata dal desiderio di rimanere sola per pantofolarsi e addormentarsi davanti alla tv.
Lo guardò stranita appoggiando la testa oramai ciondolante che le conferiva quella gattonesca sensualità e quella arrendevolezza al maschio che solo lui poteva immaginare nella sua testa bacata da maniaco sessuale.
- Dici che faccio spesso cosa?
- Se seduci spesso gli uomini e poi ti ritrai, dico.
Spalancò gli occhi e poi le orecchie, forse aveva sentito male? Forse quel maschio untuoso e obeso seduto sul suo divano era impazzito? Era forse ubriaco? O forse gli ormoni gli picchiavano forte in testa e avevano vanificato qualsiasi possibilità di cavarsela dignitosamente in quella situazione? Sicuramente era l'ultima, aveva perso l'uso del cervello a causa degli ormoni che oramai regolavano tutti altri organi ad esclusione del cervello.
Indecisa se arrabbiarsi di più con stessa per essere stata troppo gentile o con quell'essere spalmato sul suo divano convinto di risultare appetibile, si alzò, aprì l'armadio e gli porse il cappotto.
- E' tardi, disse
- Ti chiamo io, aggiunse consapevole di mentire. E chiuse la porta dietro all'ospite che uscì grugnendo e che sparì come per magia nella tromba delle scale.

Ricomparsa prima di sparire per sempre (più in là si intende)

Lascio il mio testamento biologico.
Staccatemi appena non sarò più in grado di vivere dignitosamente e non avrò più la speranza di amare.

giovedì 27 novembre 2008

Don't touch my brain

Mi sento troppo triste e scorata per l' amore con l'occhio attento all'orologio, senza un bacio di più e un poco di tempo per qualche risata in cui perdermi per dimenticare l' afflizione.

sabato 22 novembre 2008

La beffa

Vestiva sempre di nero. Era in lutto, aveva perso una delle persone più importanti della sua vita. Era morta e il suo corpo le era sopravissuto. Anzi, inopportuno come una fragorosa risata ad un funerale, il suo corpo ringiovaniva e pretendeva piaceri e vizi. Beffandola si prendeva la vita che lei si era negata.

Stati alterati

Desidererei vivere in quello stato alterato di coscienza simile all'ebbrezza, vicino alla follia, lontano dalla noia.
Vorrei innamorarmi..