- Lo fai spesso?- chiese lui.
- Faccio cosa? Spesso quanto?- pensò lei stordita dalla sonnolenza e attanagliata dal desiderio di rimanere sola per
pantofolarsi e addormentarsi davanti alla
tv.
Lo guardò stranita appoggiando la testa oramai ciondolante che le conferiva quella
gattonesca sensualità e quella arrendevolezza al maschio che solo lui poteva immaginare nella sua testa bacata da maniaco sessuale.
- Dici che faccio spesso cosa?
- Se seduci spesso gli uomini e poi ti ritrai, dico.
Spalancò gli occhi e poi le orecchie, forse aveva sentito male? Forse quel maschio untuoso e obeso seduto sul suo divano era impazzito? Era forse ubriaco? O forse gli ormoni gli picchiavano forte in testa e avevano vanificato qualsiasi possibilità di cavarsela dignitosamente in quella situazione? Sicuramente era l'ultima, aveva perso l'uso del cervello a causa degli ormoni che oramai regolavano tutti altri organi ad esclusione del cervello.
Indecisa se arrabbiarsi di più con
sé stessa per essere stata troppo gentile o con quell'essere spalmato sul suo divano convinto di risultare appetibile, si alzò, aprì l'armadio e gli porse il cappotto.
- E' tardi, disse
- Ti chiamo io, aggiunse consapevole di mentire. E chiuse la porta dietro all'ospite che uscì grugnendo e che sparì come per magia nella tromba delle scale.